Rebecca Quasi – Re Artù, Ginevra, Coso e la sgualdrina – Opinione

Oggi vi parlerò di un romanzo dell’autrice Rebecca Quasi, uno dei tanti romanzi che mi ha fatto compagnia durante la quarantena.

Andiamo subito a vedere i dettagli del romanzo.

 

Titolo: Re Artù, Ginevra, Coso e la sgualdrina

Autore: Rebecca Quasi

Editore: Self-publishing

Genere: Romanzo rosa contemporaneo

Costo e-book: 1,99 €

Numero pagine: 265

 

 

 

 

 

 

 

 

TRAMA

Vittorio è sposato da vent’anni con Anna, ma da tredici sì e no si rivolgono la parola nonostante continuino a vivere insieme.
È quindi abbastanza singolare che lui perda il lume della ragione quando lei gli comunica che vuole divorziare… e che decida di riconquistarla.

“Aprì l’armadio. Era un po’ più vuoto, ma c’era ancora la maggior parte dei suoi vestiti.
C’era l’abito rosso che aveva messo a Natale per la festa dello studio.
Con quello aveva fatto girare la testa a tutti i soci e anche a diversi clienti.
Per una settimana non avevano fatto altro che ripetergli che gran gnocca fosse sua moglie, tutti laureati, eh, mica buzzurri!
E lui a incassare con superficialità, perché quella gran gnocca non la toccava da tredici anni e a momenti nemmeno ci parlava.
E volendo essere proprio puntigliosi, sua moglie non era una gran gnocca, sua moglie era la donna più bella e affascinante che avessero mai visto, quei deficienti trogloditi!… solo che quando si vestiva di rosso poteva indurre un monaco evirato a gettare il saio alle ortiche.
Prese mentalmente nota di evirare il tizio con cui voleva uscire Anna. Il programma era semplice: scoprire chi fosse e castrarlo. A volte la soluzione di enormi problemi è a dir poco elementare.
Si costruì nella mente l’immagine di Anna com’era la sera prima seduta nel suo studio.
I jeans chiari le fasciavano le gambe snelle, la maglietta scollata mostrava quel bel seno che se ne infischiava della forza di gravità, il cardigan grigio si appoggiava appena sulle spalle esili. Aveva sempre avuto una classe fuori dal comune ed era sempre stata di una bellezza abbacinante.
Che Anna fosse così maledettamente bella era stata la sciagura, madre di tutte le sciagure.”

ESTRATTO

Non riusciva nemmeno a guardarla.
Non la guardava da talmente tanto tempo e improvvisamente sentiva un desiderio spasmodico di imprimersi il suo viso negli occhi, di toccare il suo corpo, di prendere qualcosa da tenere per ricordo. Come faceva lei a essere così fredda?
Quando era diventata così spietata?
– Da quanto tempo ci pensi? – le chiese.
– A cosa? –
– A lasciarmi –
– Non stiamo più insieme da almeno tredici anni –
– Tredici anni un mese e sette giorni – precisò lui. Lei sgranò gli occhi. Era evidente che lui si riferiva all’ultima volta che erano stati a letto insieme. Arrossì.

 

OPINIONE

 

Questo romanzo della Quasi affronta i problemi di una coppia sposata ma anche quelli di una giovane coppia con lo sguardo volto al futuro.

Ginevra è Anna, moglie di Vittorio che decide, dopo tredici anni di silenzio e sofferenza, di divorziare dal marito che non è altro che il nostro re Artù.

La loro storia d’amore è costellata da un unico sbaglio rimasto segreto, così pensa Vittorio, per lungo tempo tanto da compromettere il rapporto tra i due coniugi.

Anna soffre, a Vittorio gli importa solo che lei stia con lui, ma quando trova la valigia di sua moglie pronta sul letto in quell’istante tutto cambio.

Ci ricordiamo di cosa è importante solo nel momento in cui lo stiamo perdendo.

Ed è così per Vittorio, quando si accorge che sta per perdere l’unica donna che ha amato e che mai amerà cerca in tutti i modi di invertire quel destino.
Capisce che è il momento di riconquistarla e per la prima volta si troverà a corteggiarla come non ha mai fatto neanche da giovane.

La loro storia si concatena con quella di Chiara, la loro unica figlia fidanzata con Lorenzo o come lo chiama Vittorio, Coso.
Chiara non vuole fare gli stessi errori dei suoi genitori, vuole una vita felice, niente silenzi, niente indifferenza, ma in qualche modo, nonostante la giovane età, si ritrova a correre un po’ come hanno fatto Anna e Vittori.

Si accorgerà lei stessa che per costruire una storia solida, un futuro con la persona che ami c’è bisogno di costanza e sicurezze e che la via della fedeltà non è così semplice.

Un per sempre richiede sacrificio e capacità di non cedere neanche nei momenti più difficili.

In conclusione

Questo romanzo parte molto lentamente ma la Quasi, grazie a uno stile asciutto e dialoghi vincenti, riesce ad accompagnare il lettore sulle battute finali e a farlo sorridere seppur la storia non sia costellata da chissà quali colpi di scena e neanche da una trama particolarmente elaborata.

Una terza persona oggettiva, uno stile da giornalista che non si perde troppo nell’interiorità dei personaggi ma li fa emergere attraverso scambi di battute serrati rendendoli tridimesionali e assolutamente reali.

Perché i figli piccoli sono delle mamme. Di lì non si esce. La gravidanza è della mamma, il parto è della mamma, l’allattamento è della mamma, Vittorio lo sapeva e sapeva anche che quando Anna entrava in modalità “mamma” perdeva di vista tutto il resto.

 

Peccato per i refusi: il verbo essere con l’apostrofo, le virgole latitanti, la punteggiatura dei dialoghi che a volte cambia dai trattini alle virgolette alte e tante piccole inesattezze che penalizzano il romanzo.

Nonostante ciò resta un libro piacevole che consiglio caldamente.

DISPONIBILE SU

XOXO
signature
Previous
Quando fioriranno le rose – Opinione
Rebecca Quasi – Re Artù, Ginevra, Coso e la sgualdrina – Opinione