Bridgerton – differenze tra la serie TV e il romanzo

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Buongiorno Viaggiatori,

per la rubrica Cineparole oggi vi parlo del fenomeno Bridgerton, la serie televisiva approdata su Neteflix che nell’ultimo mese ha fatto tanto discutere per le numerose licenze inserite nel periodo storico e per il discostamento dal romanzo.

Sarà proprio così? Se siete curiosi continuate a leggere per scoprire cosa ne penso io!

Genere: Drammatico
Ideatore: Chris Van Dusen
Attori: Phoebe Dynevor, Regé-Jean Page, Ruth Gemmell, Adjoa Andoh, Polly Walker, Golda Rosheuvel, Jonathan Bailey, Luke Thompson, Luke Newton
Anno: 2020
Paese: USA
Produzione: Shondaland
Durata: 60 min
Stato: In produzione

 

Divisore Trama

Bridgerton è una serie tv in costume creata da Chris Van Dusen e prodotta dall’ideatrice di Grey’s Anatomy e Scandal Shonda Rhimes per Netflix. Ispirata alla serie di romanzi della scrittrice Julia Quinn, racconta la storia di Daphne (Phoebe Dynevor, Younger), la figlia maggiore della potente famiglia Bridgerton, e del suo debutto nel mercato matrimoniale londinese nell’età della Reggenza. Daphne desidera seguire le orme dei genitori e trovare il vero amore, inizialmente le sue speranze sembrano ben riposte. Ma quando il fratello maggiore inizia a scartare alcuni papabili pretendenti, le cronache scandalistiche diffuse dalla misteriosa Lady Whistledown rischiano di metterla in cattiva luce. In società arriva l’affascinante Duca di Hastings (Regé-Jean Page, For the People), scapolo convinto e buon partito che cattura l’attenzione di tutte le mamme delle debuttanti. Daphne e il Duca dicono di non avere nulla da offrirsi, ma la loro attrazione è innegabile.

Opinione

La serie televisiva Bridgerton di Shonda Rhimes si ispira all’acclamata serie di libri nati dalla penna di Julia Quinn quasi vent’anni fa, tutti ambientati nel periodo Regency, ovvero quel periodo della Reggenza inglese che va dal 1795 al 1837, tanto caro alle lettrici di romanzi storici.

Vi anticipo subito la sintesi della mia recensione in quanto è piuttosto lunga e non vorrei rischiare di annoiarvi. La serie televisiva mi ha conquistato, sono riuscita a vedere le otto puntate da quaranta minuti ciascuna fino a notte fonda senza mai cedere alla stanchezza.

Quindi posso dirvi che tutte le licenze inserite da Shonda non mi hanno assolutamente dato fastidio né penalizzato la visione. Anzi non l’ho trovato così atroce o sconvolgente, sarà che sono una grande appassionata di romance storico e chi lo legge sa benissimo che le parti attinenti a usi-costumi del periodo spesso sono assolutamente risicati.

La storia è solo una cornice in cui inserire una potente storia d’amore che faccia sognare le lettrici, ma gli uomini e le donne di quel periodo non erano proprio gli eroi e le eroine romantiche che vengono dipinti in questi libri. Quindi partiamo già dal presupposto che i romanzi in questione per essere apprezzati sono altamente edulcorati con spruzzate di storia al minimo e con l’amore che è per la maggior parte dei casi qualcosa che non può seguire fedelmente i dettami di quel periodo, altrimenti addio emozione e pathos.

Ritornando al film, sì, qualche fissato del periodo dice che i vestiti sono troppo eccentrici e sfarzosi per essere quelli della reggenza, ma in molti casi si rifanno comunque alla stravaganza dipinta dalla Quinn per alcune dame in questione descritte nel romanzo.

Le musiche non sono classiche del periodo ma sono degli arrangiamenti assolutamente attuali… e devo dire che essendo ignorante nel campo musicale, neppure ci ho fatto caso, ma trovo comunque che sia una scelta azzeccata per attirare giovani a un genere che sicuramente non gli appartiene.

Nonostante sia stata una visione piacevole, alcuni punti marcatamente rosa, mi spiace dirlo, li avrei un attimino tagliati anche perché nel romanzo la Quinn si è limitata a dire che sono stati chiusi in camera per una settimana dopo sposati mentre qui nella serie TV hanno battezzato praticamente ogni punto della residenza. Per carità ci siamo rifatte ampiamente gli occhi perché il Duca è una visione celestiale, un gelato al cioccolato che ti viene proprio voglia di leccare 😛 ma mi stava venendo il diabete perché non succede altro, rispetto alle restanti puntanti in cui i tanti personaggi messi in scena hanno colorato questo fascinoso mondo. Però mi rendo conto che ormai le serie tv attraggono anche per questi aspetti più passionali e quindi lascio correre.

Le puriste dei romanzi hanno lanciato accuse sulla non fedeltà al testo.

Ora partendo dal presupposto che nessun film e serie tv è mai stata fedele al 100% a un romanzo, posso dire che dopo aver visto il film, ho riletto il romanzo (che avevo letto quasi quindici anni fa) e ho trovato addirittura più intrigante l’adattamento cinematografico. Alcune scelte di trama e alcune riflessioni psicologiche dei personaggi sono meglio imbastite, sono più diluite mentre nel libro appaiono troppo frettolose e meccaniche, considerando che alla fine non sono nemmeno così tante pagine. In più anche se si discosta in tanti punti lo schema principale della situazione e dei personaggi non è assolutamente alterato, in quello Shonda è rimasta fedele.

Il Duca e Io è un romanzo ironico, brioso, incentrato su questa coppia di personaggi, il Duca e Daphne. Shonda è riuscita a conferire alla serie cinematografica lo stesso brio, la stessa simpatia; inoltre dando spazio alle storie di tutti gli altri fratelli e coprotagonisti ha aggiunto molto più interesse e spessore su tutti. Nel romanzo, non risaltano così tanto gli altri personaggi e non c’è grande modo di affezionarsi a nessuno in particolare, cosa che invece succede chiaramente nel film.

Non sto dicendo che è una pecca del romanzo, ma per chi legge questo tipo di romance, sa benissimo che l’autore si concentra essenzialmente sulla coppia protagonista a discapito dei personaggi di contorno e del contesto. Quindi come vi dicevo prima nel romanzo della Quinn non ci sono dettagli storici che facciano pensare nello specifico al periodo se non le cronache di Lady Whisledown, dove è inserita la data, o quando fa accenno a un noto personaggio del periodo Beau Brummell. L’autrice non si prende neppure la briga di descriverci i vestiti dell’epoca, ma ripeto, non è una critica è un dato di fatto perché questi libri nascono per l’aspetto romantico e relazionale non per studiare storia, per quello ci sono i manuali.

I personaggi

Prima di iniziare la serie mi avevano preoccupato i personaggi di colore fra la nobiltà, a partire dal duca stesso; in quel periodo un duca nero in Inghilterra non era proprio possibile. Ma vi dirò mi sono rifatta al teatro in cui all’inizio gli attori erano solo uomini bianchi che interpretavano tutti i ruoli. Insomma uno lasciarsi semplicemente andare all’immaginazione e non restare ancorati alle mere fattezze fisiche… e dopo due secondi che ho iniziato a vedere il film non facevo più nemmeno caso che non fossero bianchi. Sono attori, recitano un ruolo, li vedevo come avrebbero dovuto essere bianchi 😀

Molti personaggi, vi dicevo, nel romanzo hanno un ruolo assolutamente marginale nel Duca e Io, mentre nella serie si prendono ampio spazio, dominano la scena e l’arricchiscono. Alcuni poi invece non sono proprio presenti nel romanzo come la regina Carlotta e suo nipote, che hanno un ruolo centrale nello scatenare determinati eventi, dando il giusto pepe alle vicende.

Anche la Regina è nera, ma almeno questo punto pare sia storicamente vero, in quanto era di origini africane.

Per quanto riguarda LADY WHISTLEDOWN nella serie tv si è parlato di un Gossip girl dell’Ottocento, in realtà Shonda a esasperato alcuni aspetti dando maggior importanza a dei personaggi, tipo Eloisa, che nel primo libro è un fantasma. Ma non è che nel libro non sia presente questa ossessione per capire chi è questa Lady dalla penna arguta che sa sempre tutto, anzi vi dirò il libro inizia e finisce proprio con queste cronache e i protagonisti si interrogano su chi ci sarà dietro questa penna irriverente. Semplicemente nella serie TV la voce fuoricampo che accompagna i commenti mordaci dell’autrice anonima riescono a essere più incisivi.

In conclusione

Bridgerton è una serie storicamente inaccurate, ma tanto quanto può esserlo il libro. Non guardatelo se siete appassionati di storia perché non ha nulla a che vedere con le serie tv della BBC, più accurate e meticolose, o con i documentari. Approcciatevi alla serie se amate i romanzi rosa ambientati in altre epoche. E se lo amate e non vedete l’ora di vedere la seconda stagione dedicata ad Anthony, Netflix, il 21 gennaio, ha annunciato che la serie è ufficialmente rinnovata.

Tenetevi pronte per Il Visconte che mi amava!

Fabiana

 Articolo a cura di 

Fabiana Andreozzi

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XOXO
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